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Medioevo filosofico: l'ilemorfismo

L'ilemorfismo

[dal primo capitolo del nostro libro: Medioevo filosofico]


«Il significato dell'ilemorfismo, dentro il contesto della metafisica medioevale, è l'affermazione che il mondo da un lato non è informe e cieco caos, essendo permeato di intelligibilità, di logos, di forme (a differenza del meccanicismo), d'altro lato tale logos è immerso e avvolto da un fattore di opacità, la materia, che ne limita l'emergere luminoso (a differenza dell'acosmismo).

fuga in egitto

1)Che il mondo sia permeato di forme significa dunque anzitutto che in esso rifulge una Bellezza, o, con von Balthasar, una Gloria, di cui le forme sono come le pendici, le falde, rifrazioni della Luce dell'unico Logos; significa insomma che il mondo è una teofania. Un mondo come quello del meccanicismo è totalmente opaco alla Gloria, è pesantemente chiuso su sé stesso, non rivela Altro da sé, non è segno, simbolo, ma puro oggetto quantificabile, ostile e tenebrosa foresta o banale giocattolo senza mistero, senza profondità interiore. Invece che rimandare, anzitutto, con stupore e gratitudine al Mistero che lo ha fatto e in esso ha lasciato le tracce della propria maestà gloriosa, il mondo puramente materiale (privo di forme) del meccanicismo è solo massa opaca, il cui unico possibile senso è l'utilità pratica, l'utilizzabilità per un progetto (attivistico) dell'uomo. Per i medioevali al contrario il mondo, permeato di forme, è intessuto di una trama di intelligibilità, è un ordine-kosmos (S.Grygiel), una armonia piena di significato, che rimanda ad Altro, è pervaso di luce (dove per luce si deve intendere non solo la luce visibile, ma in generale ciò che permette di vedere agli occhi, oltre che del corpo, della mente). Il nesso tra forma e luce è del resto tematizzato espressamente da alcuni pensatori medioevale, in particolare da Roberto Grossatesta, che parlo della luce come prima forma corporeitatis.

Qual è allora il significato esistenziale di questa tesi? Ciò che vale per il mondo nel suo insieme, vale anche (analogicamente) per il mondo umano, e in particolare per il mio mondo, per il mio Umwelt, il mio Lebenswelt (per dirla con Sheler e Husserl). Come il macro-cosmo è permeato di significato, di intelligibilità, così il micro-cosmo della mia vita, della vita di ogni essere umano, è permeato di senso, di significato. Ciò significa che nei confronti delle situazioni, e delle persone che entrano nell'orizzonte della mia esperienza esistenziale, non c'è da avere un atteggiamento anzitutto progettuale, un affanno per dare forma a qualcosa che ne è privo, per infondere un ordine, un senso positivo a qualcosa di totalmente caotico, insensato. Un valore, una positività ci sono già: si tratta anzitutto di scoprirlo, certo con la necessaria dimensione di criticità e di azione, ma senza l'atteggiamento di un burattinaio da cui dipende totalmente una realtà inerte.

2)Ma, se il mondo è permeato di forme, di luminosa intelligibilità, tali forme non traspaiono che attraverso l'opacità, l'oscurità della materia.

a)Un primo ed essenziale significato di ciò è che, se il cosmo non è una sconfinata e oscura foresta (meccanicismo), non è nemmeno un raccolto e caldo caminetto, dove tutto sia immediatamente familiare (come ci si dovrebbe aspettare, in una cosmologia come quella acosmistica). La materia infatti spiega la dimensione di anonimato, di non immediata trasparenza delle persone e delle situazioni. Lo spazio della materia è spazio della lontananza e del (possibile) nascondimento. Non crediamo però che ciò sia da valutare unicamente in modo negativo, attribuendolo, secondo lo spirito cristiano che caratterizza la filosofia medioevale, al peccato originale (la materia come illusione di potersi nascondere a Dio, come Adamo nell'Eden; o come reciproco nascondimento, per il male commesso/da commettere): la materia è comunque creata da Dio, e la sua è una funzione utile al Disegno totale del Creatore.

b)In effetti il mondo in quanto immerso nella materia, permeato di materia, è particolarmente adatto luogo di prova, di quella prova che è la vita umana presente. È infatti il luogo dell'imprevedibilità, che dalla dimensione materiale appunto scaturisce, e costringe l'uomo all'impossibilità di fissare un suo progetto come qualcosa di certo, di infallibilmente futuro. È questo un aspetto efficacemente sottolineato da Pascal nei suoi Pensieri: basta una piccola modificazione, non prevedibile dal progetto umano (che si può basare solo sull'aspetto luminoso dell'intelligibilità strutturata nelle forme), e quest'ultimo viene a infrangersi, si scioglie come neve al sole. L'insicurezza, la precarietà che si radicano nella materia hanno perciò la pedagogica funzione di costringere l'uomo ad un sano atteggiamento di dipendenza, di umiltà.

Principi

motivazioni

significato culturale-esistenziale

corollari esistenziali

forma

è ciò che cambia nel divenire sostanziale

il mondo, permeato di forme, è pervaso di intelligibilità, segno di Dio

possibile significatività di tutto, anteriore al progetto umano

materia

è ciò che resta nel divenire sostanziale

l'intelligibilità è immersa in un fattore di opacità, di oscurità

ineliminabile margine di imprevedibilità

solidarietà ai cristiani perseguitati

Asia Bibi, una donna pakistana, rischia la condanna a morte per non essersi convertita all'Islam:
informazioni su Asia News.

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