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Erasmo

vita (1466/1536)

  • Nato a Rotterdam nel 1466, si laureò in teologia a Torino (1506), ma non approvò l'indirizzo della teologia Scolastica di allora, da lui giudicata astratta e inincidente;
  • Si dedicò prevalentemente allo studio della sacra Scrittura, con notevoli doti di filologo, curando una edizione del Nuovo Testamento in greco e una sua traduzione dal greco in latino (diversa dalla Vulgata di S.Girolamo e ispirata ai metodi della recente filologia umanistica).
  • Curò anche edizioni di filosofi pagani (Aristotele, Cicerone, Seneca) e di Padri della Chiesa (Gerolamo, Ilario, Ireneo, Ambrogio, Agostino).
  • Oltre a propugnare una teologia più esistenziale, nutrita di riferimenti biblici, anche alla scuola dei Padri, e di afflato affettivo, non mancò di prendere posizione di fronte alle grandi svolte del suo tempo, lui che pure era di temperamento mite, poco propenso a pronunciarsi in maniera forte ed univoca.
  • Al riguardo sono importanti le sue prese di posizione contro la guerra e il suo tentativo di mediare tra Cattolicesimo e Riforma luterana, di cui apprezzava la riscoperta della Scrittura, pur non condividendone l'antiumanesimo (in particolare la negazione del libero arbitrio).
  • Proprio su questo tema, dal dal 1524, ruppe con Lutero, che aveva in precedenza sperato in un suo appoggio, e rimase nell'ambito della Chiesa cattolica, pur rimarcando una sua autonomia e una persistente volontà di mediazione, in cui non sarebbe da vedersi (come ha documentato il padre Chantraine) un relativismo indifferentista.

opere

Adagiorum collectanea
Enchiridion militis christiani 1502
Encomium moriae Elogio della pazzia 1511
De ratione studii 1511
Institutio principis christiani 1516
Novum Instrumentum 1516
Querela pacis 1517
Colloquia 1518
Diatriba de libero arbitrio 1524
De contemptu mundi giovanile

intento di fondo

Erasmo propugnò un ritorno al Cristianesimo delle origini, grazie a un superamento della teologia aridamente scolastica e una riscoperta della Scrittura e dei Padri della Chiesa come pure grazie a un superamento del fasto e della corruzione della Chiesa del suo tempo per recuperare la semplicità delle prime comunità cristiane. Questo è ciò che egli chiamava philosophia Christi.

Tuttavia egli non approvò la ribellione alla Chiesa operata da Lutero (con cui polemizzò sulla questione del libero arbitrio) e dai protestanti, cercando il più possibile la pace religiosa tra cattolici e protestanti (in questo senso non approvò neanche la condanna di Lutero da parte della Chiesa cattolica).

note rapide sull'Elogio della Follia

Nell'Elogio della pazzia

  • attacca la sapienza scolastico-filosofica, come pure quella etica degli stoici (rane gracidanti)
/ infra-razionale ("che giace sotto lo spirito": "il vitale, il passionale, irrazionale dell'amore e dell'amicizia", p. 152)
in nome della pazzia  
\ sopra-razionale ("il senza-perché, il senza ragione, ciò che è collegato al gioco e alla grazia", p.152)
  • ...fino a giungere alla follia dell'Incarnazione, dei consigli evangelici, della Croce, come anche al fatto che nei Vangeli si parli di Cristo su un asino (invece che su un puledro), della colomba come simbolo dello Spirito (invece che di un falco o aquila)
    "per cui la religione cristiana ha una certa parentela con la follia"

Notiamo tra l'altro che per lui la personificazione della (saggia) follia fu il suo amico Thomas More (sul cui cognome egli scherzava: "moro" da "morìa", che in greco significa pazzia), prima che la drammatica fine di Moro confermasse tale paradossale identificazione tra saggezza e follia, saggia fedeltà alla vera Chiesa che però lo portò a ribellarsi, in qualche modo follemente, al Re.

note rapide sul De querela pacis

Difese un ideale di pace (Querela pacis, 1517) e stigmatizzò la guerra come tragedia.
La pace è possibile (contro un fatalismo della guerra), ed Erasmo rivolse appelli a sovrani e prelati, a teologi e a semplici credenti, perché si adoperassero con ogni mezzo per scongiurare la guerra; occorre a tal fine rimuoverne le cause, che Erasmo individua in passioni, invidie, risentimenti, avidità.

angelo con la falce per un giudizio

Giusta la riscoperta della Scrittura, trascurata dalla Scolastica... ...letta peraltro con una certa indulgenza all'eleganza erudita, incline all'estetizzazione
Giusto l'anelito alla pace... ... pur stando "dalla parte giusta" (contro Lutero, con la Chiesa cattolica), Erasmo smorzò il suo giudizio in una ovattata volontà di mediazione, senza il nerbo necessario.

citiamo da von Balthasar: peccato solo che alla fine Erasmo commetta “la follia di evadere dalla follia” (..) con un volo platonico nel puro spirituale (in Gloria 5p.155)

testi

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