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Canzoni del Ventennio fascista

Giovinezza

Allorchè dalla trincera
suona l'ora di battaglia,
sempre è prima Fiamma Nera
che terribile si scaglia
col pugnale nella mano
con la fede dentro il cuore:
essa avanza, va lontano
pien di gloria e di valor.

Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza,
della vita nell'asprezza
il tuo canto squilla e va!
Per Benito Mussolini
Eja, eja, alalà!

Col pugnale e colla bomba
nella vita del terrore
quando l'obice rimbomba
non mi trema in petto il cuore.
La mia splendida bandiera
e' d'un unico colore,
e' una fiamma tutta nera
che divampa in ogni cuor.

Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza,
della vita nell'asprezza
il tuo canto squilla e va!
Per Benito Mussolini
Eja, eja, alalà!

Del pugnale al fiero lampo
della bomba al gran fragore,
tutti avanti, tutti al campo:
qui si vince oppur si muore!
Sono giovane e son forte,
non mi trema in petto il core:
sorridendo vo alla morte
pria d'andar al disonor!

Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza,
della vita nell'asprezza
il tuo canto squilla e va!
Per Benito Mussolini
Eja, eja, alalà!

All'armi

All'armi! All'armi! All'armi o Fascisti,
Terror dei comunisti.

Noi del Fascismo siamo i componenti,
la causa sosterrem fino alla morte,
e lotteremo sempre forte, forte
finchè terremo il nostro sangue in core.

Sempre inneggiando alla Patria nostra,
che tutti uniti difenderemo,
contro avversari e traditori
che ad uno ad uno sterminerm.

All'armi! All'armi! All'armi o Fascisti,
Terror dei comunisti.

Lo scopo tutti noi sappiamo
combatter con certezza di vittoria
e questo non sia mai sol per la gloria,
ma per giusta ragion di libertà.

I bolscevichi che combattiamo
noi saprem bene far dileguar
e al grido nostro quella canaglia
dovrà tremare, dovrà tremar.

All'armi! All'armi! All'armi o Fascisti,
Terror dei comunisti.

Vittoria in ogni parte porteremo
perchè il coraggio a noi non mancherà
e grideremo sempre forte, forte
e sosterrem la nostra causa santa.

In guardia amici, che in ogni evento
noi sempre pronti tutti saremo,
finchè la gloria di noi Fascisti
in tutta Italia trionferà.

All'armi! All'armi! All'armi o Fascisti,
Terror dei comunisti.

Del bolscevismo siam gli avversari
perchè non voglion Patria nè Famiglia,
perchè son rifiuti e fanghiglia
che disprezzando dobbiam scacciar.

Sempre gridando viva l'Italia
e abbasso tutti i suoi rinnegatori,
in alto, in alto i tricolor
che sarà sempre il nostro amor.

Vincere!

Temprata da mille passioni
la voce d'Italia squillò!
"Centurie, coorti, legioni,
in piedi che l'ora suono"!
Avanti gioventù!
Ogni vincolo, ogni ostacolo superiamo,
spezziam la schiavitù
che ci soffoca prigionieri del nostro Mar!

Vincere! Vincere! Vincere!
E vinceremo in terra, in cielo, in mare!
E' la parola d'ordine
d'una suprema volontà!
Vincere! Vincere! Vincere!
Ad ogni costo, nessun ci fermerà!
I cuori esultano,
son pronti a obbedir,
son pronti lo giurano:
o vincere o morir!Elmetto, pugnale, moschetto,
a passo romano si va!
La fiamma che brucia nel petto
ci spriona ci guida si va!
Avanti! Si oserà l'inosabile,
l'impossibile non esiste!
La nostra volontà è invincibile,
mai nessun ci piegherà!

 

Vincere! Vincere! Vincere!
E vinceremo in terra, in cielo, in mare!
E' la parola d'ordine
d'una suprema volontà
Vincere! Vincere! Vincere!
Ad ogni costo, nessun ci fermerà!
I cuori esultano,
son pronti a obbedir,
son pronti lo giurano:
o vincere o morir!

Inno a Roma

Roma divina, a Te sul Campidoglio
dove eterno verdeggia il sacro alloro,
a Te nostra fortezza e nostro orgoglio,
ascende il coro.
Salve Dea Roma! Ti sfavilla in fronte
il Sol che nasce sulla nuova storia;
fulgida in arme, all'ultimo orizzonte
sta la Vittoria.

Sole che sorgi libero e giocondo
sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
maggior di Roma.
Per tutto il cielo è un volo di bandiere
e la pace del mondo oggi è latina:
il tricolore canta sul cantiere,
su l'officina.
Madre che doni ai popoli la legge
eterna e pura come il Sol che nasce,
benedici l'aratro antico e il gregge
folto che pasce!
Sole che sorgi libero e giocondo
sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
maggior di Roma.
Benedici il riposo e la fatica
che si rinnova per virtù d'amore,
la giovinezza florida e l'antica
età che muore.
Madre di uomini e di lanosi armenti,
d'opere schiette e di penose scuole,
tornano alle tue case i reggimenti
e sorge il sole.
Sole che sorgi libero e giocondo
sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
maggior di Roma.

Faccetta Nera

Se tu dall'altipiano guardi il mare,
Moretta che sei schiava fra gli schiavi,
Vedrai come in un sogno tante navi
E un tricolore sventolar per te.
Faccetta nera,
Bell'abissina
Aspetta e spera
Che già l'ora si avvicina!
quando saremo
Insieme a te,
noi ti daremo
Un'altra legge è un altro Re.
La legge nostra è schiavitù d'amore,
il nostro motto è LIBERTÀ e DOVERE,
vendicheremo noi CAMICIE NERE,
Gli eroi caduti liberando te!
Faccetta nera,
Bell'abissina
Aspetta e spera
Che già l'ora si avvicina!
quando saremo
Insieme a te,
noi ti daremo
Un'altra legge è un altro Re.
Faccetta nera, piccola abissina,
ti porteremo a Roma, liberata.
Dal sole nostro tu sarai baciata,
Sarai in Camicia Nera pure tu.
Faccetta nera,
Sarai Romana
La tua bandiera
sarà sol quella italiana!
Noi marceremo
Insieme a te
E sfileremo avanti al DUCE
E avanti al Re!

 

Adua


Passa la vittoria
Svavillante in un bagliore
Nel cielo d'oro.
Mille artigli adunchi
Si protendono ad ghermire...
Non può sfuggire.
Ecco: gli italiani già
Hanno preso la città...
... belli, nel maschio viso,
in un sorriso
vogliono cantare.
Adua è liberata:
E' ritornata a noi;
Adua è conquistata
risorgono gli eroi.
Va' vittoria va' ...
tutto il mondo sa:
Adua è vendicata
gridiamo ALALA'!
Rullano i tamburi;
Cessa il fuoco del cannone;
Quanta emozione!
S'alza tra le lacrime
Di gioia e di passione
Una visione:
Sono i martiri che un dì
Questa terra ricoprì
Ombre color di sangue
Nel sol che langue
Cantano così:
Adua è liberata:
E' ritornata a noi;
Adua è conquistata
risorgono gli eroi.
Va' vittoria va' ...
tutto il mondo sa:
Adua è vendicata
gridiamo ALALA'!

 

Ti saluto vado in Abissinia

Si formano le schiere e i battaglion
e van marciando verso la stazion,
hannno lasciato il loro paesello
cantando al vento un gaio ritornello.
Il treno parte: ad ogni finestrin
ripete allegramente il soldatin.
Io ti saluto: vado in Abissinia
cara Virginia, ma tornerò.
Appena giunto nell'accampamento
del Reggimento ti scriverò.
Ti manderò dall'Africa un bel fior
che nasce sotto il ciel dell'Equator.
Io ti saluto: vado in Abissinia
cara Virginia, ma tornerò.
Col giovane soldato tutto ardor
c'è chi sul petto ha i segni del valor,
ma vanno insieme pieni di gaiezza
cantando gl'inni della giovinezza.
E il vecchio fante che non può partir
rimpiange in cuore di non poter dir:
Io ti saluto: vado in Abissinia
cara Virginia, ma tornerò.
Appena giunto nell'accampamento
del Reggimento ti scriverò.
Ti manderò dall'Africa un bel fior
che nasce sotto il ciel dell'Equator.
Io ti saluto: vado in Abissinia
cara Virginia, ma tornerò.
Dall'Alpi al mare fino all'Equator
innalzeremo ovunque il tricolor...
Io ti saluto vado in Abissinia,
cara Virginia, ma tornerò.

 

La sagra di Giarabub

Inchiodata sul palmeto regna immobile la luna
a cavallo della duna sta l'antico minareto,
squilli, macchine e bandiere,
son di sangue e di tribù,
che succede cammelliere?
E' la sagra di Giarabub!
"Colonnello, non voglio pane:
dammi piombo pel mio moschetto:
c'è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.
Colonnello, non voglio l'acqua:
dammi il fuoco distruggitore:
con il sangue di questo cuore
la mia sete si spegnerà.
Colonnello, non voglio il cambio:
qui nessuno ritorna indietro:
non si cede neppure un metro
se la morte non passerà!"
Spunta già l'erba novella dove il sangue scese a rivi...
Quei fantasmi in sentinella sono morti o sono vivi?
E chi parla a noi vicino? Cammelliere non sei tu?
-In ginocchio pellegrino: son le voci di Giarabub!
"Colonnello, non voglio pane:
dammi piombo pel mio moschetto:
c'è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.
Colonnello, non voglio l'acqua:
dammi il fuoco distruggitore:
con il sangue di questo cuore
la mia sete si spegnerà.
Colonnello, non voglio encomi:
sono morto per la mia terra...
Ma la fine dell'Inghilterra
incomincia a Giarabub!

 

La marcia delle legioni

Roma rivendica l'impero
l'ora dell'Aquile sonò.
Squilli di tromba salutano il vol
dal Campidoglio al Quirinal!
Terra ti vogliamo dominar.
Mare ti vogliamo navigar.
Il Littorio ritorna segnal
di forza, di civiltà!
Sette colli nel ciel,
sette glorie nel sol!
Dei Cesari il genio e il fato
rivivono nel Duce
liberator!
Sotto fasci d'allor,
nella luce del dì,
con mille bandiere passa
il popolo d'Italia
trionfator!
Di Roma, o sol,
mai possa tu
rimirar
più fulgida città.
O sole, o sol,
possa tu sempre baciar
sulla fronte invitta
i figli dell'Urbe immortal!

 

Inno dei giovani fascisti

Fuoco di Vesta che fuor del Tempio irrompe,
con ali e fiamme la Giovinezza va.
Fiaccole ardenti sull'are e sulle tombe,
noi siamo le speranze della nuova età.
Duce, Duce, chi non saprà morir?
Il giuramento chi mai rinnegherà?
Snuda la spada! Quando Tu lo vuoi,
gagliardetti al vento, tutti verremo a Te!
Armi e bandiere degli antichi eroi,
per l'Italia, o Duce, fa balenar al sol!
Va, la vita va,
con sè ci porta, ci promette l'avvenir.
Una maschia gioventù
con romana volontà
combatterà.
Verrà, quel dì verrà
che la Gran Madre degli Eroi ci chiamerà.
Per il Duce, o Patria, per il Re!
A Noi! Ti darem
Gloria e Impero in oltremar!

Caro papà

Caro papà,
ti scrivo e la mia mano,
quasi mi trema, lo comprendi tu?
Son tanti giorni che mi sei lonatno
e dove vivi non lo dici più!
Le lacrime che bagnano il mio viso
son lacrime d'orgoglio, credi a me,
ti vedo che dischiudi un bel sorriso,
e il tuo Balilla stringi in braccio a te!
Anch'io combatto, anch'io fò la mia Guerra
con fede, con onore e disciplina,
desidero che frutti la mia terra
e curo l'orticello ogni mattina:
"l'orticello di guerra"!...
E prego Iddio
che vegli su di te, babbuccio mio!
Caro papà,
da ogni tua parola,
sprigiona un Credo che non si scorda più!
Fiamma d'amor di Patria che consola,
come ad amarla m'insegnasti tu!
Così da te le cose che ho imparato
le tengo chiuse, strette nel mio cuor...
Ed oggi come te sono un soldato,
credo il tuo Credo con lo stesso amor!
Anch'io combatto anch'io fò la mia guerra,
con fede, con onore e disciplina,
desidero che frutti la mia terra
e curo l'orticello ogni mattina:
"l'orticello di guerra"
E prego Iddio
che vegli su di te, babbuccio mio!

solidarietà ai cristiani perseguitati

Asia Bibi, una donna pakistana, rischia la condanna a morte per non essersi convertita all'Islam:
informazioni su Asia News.

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