Garibaldi

l'Italia nell'Ottocento

il difficile cammino verso l'unità

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Table of Contents

introduzione

A inizio Ottocento, dopo il Congresso di Vienna, l'Italia è ancora divisa e sottoposta all'egemonia di uno Stato straniero, l'Austria. Uno dei più famosi uomini politici del quale, il cancelliere Metternich, poté dire, che «l'Italia non è che un'espressione geografica».

Ma in breve tempo si mette in modo un processo, fatto di elaborazioni teoriche e di disegni politici, che consentirà all'Italia di guadagnare la sua unità e la sua indipendenza, il Risorgimento. Purtroppo però il modo con cui venne attuata l'unità e l'indipendenza dell'Italia fu piuttosto affrettato e violento, in quanto non tenne conto delle diversità esistenti in un Paese che era da secoli diviso, e si attuò contro il Papato, il cui potere temporale venne abbattuto in modo brusco e, ad essere eufemistici, non consensuale. Anche, ma non solo, per “colpa” del papato di allora.

Ciò creò un assetto statale non stabile, con ferite aperte (il contrasto tra società e Stato) che porteranno, dopo la breve illusione di una ritrovata armonia sotto Giolitti, alla “brutta avventura” del fascismo e della seconda guerra mondiale.

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  • Il pensiero risorgimentale, le diverse possibili vie all'unità: L'azione è come sempre preceduta dal pensiero, e il Risorgimento venne preceduto e accompagnato da elaborazioni teoriche su come avrebbe dovuto avvenire l'unificazione dell'Italia: fondamentalmente a) in base all'azione dei sovrani (pensiero moderato), o b) mediante insurrezioni popolari (pensiero democratico)
  • Il Risorgimento, la via all'unità d'Italia: il Risorgimento è l’insieme delle iniziative che portarono alla indipendenza e all’unità d’Italia
  • Il Quarantotto, il primo tentativo di unificare e liberare l’Italia: dopo i moti del 20-21 e del 30, che avevano movimentato solo delle élites e senza grandi speranze di successo, il 1848 vede un salto di qualità del movimento patriottico italiano, ma la divisione delle forze italiane e la sproporzione rispetto alla forza militare autriaca condannano la ribellione italiana al fallimento
  • Gli anni decisivi, la 2a guerra di indipendenza e i Mille: la lezione del ’48 spinge il Piemonte, messosi a capo del processo risorgimentale, a cercare un aiuto esterno contro l’Austria: la Francia di Napoleone III. Segue poi la spedizione dei Mille, aiutata questa volta dalla Gran Bretagna
  • L’unità quasi completata, il Veneto e Roma (Porta Pia): con la terza guerra di indipendenza l’Italia può annettersi il Veneto, e dopo la caduta di Napoleone III, nel 1870, può annettersi anche Roma, che diviene così la (terza e definitiva) capitale
  • la Chiesa e l'unità italiana, un problematico malinteso: la Chiesa, o meglio il Papato ha svolto una funzione di pura opposizione all’unificazione italiana? Senza negare che il papato nell’800, soprattutto dopo il ’48, si oppose al processo risorgimentale a guida sabauda, non va dimenticato che in precedenza la Chiesa aveva dato un suo importante, forse decisivo, contributo alla custodia della identità italiana
  • Italia unificata, una unità problematica: Come venne completata l'unità d'Italia e quali problemi dovettero essere affrontati