le modifiche alla Costituzione

quelle riuscite e quelle bocciate

icona per espandere il menu interno
Table of Contents

la modifiche alla Costituzione: in sintesi

Il testo originario della Costituzione italiana ha subito diverse revisioni nel corso della storia. Tale possibilità è espressamente prevista dall'art. 138 della stessa Costituzione.

In tale articolo si stabilisce anche che se una modifica della Costituzione è fatta dal Parlamento senza la maggioranza qualificata (dei 2/3) essa deve essere sottoposta al giudizio degli elettori. Con un referendum costituzionale. Per la cui validità non esiste (come invece esiste per i referendum abrogativi di leggi ordinarie) quorum, cioè una soglia minima di votanti.

Tra il 1948 e il 1998 furono approvate 25 leggi costituzionali, principalmente per aggiornare norme o consolidare istituzioni, a cui si aggiungono tre atti dell’Assemblea costituente di rango costituzionale. Tra le principali riforme figurano: modifiche sulla Corte costituzionale (1953), elezione delle camere e durata della legislatura (1963), composizione dei giudici costituzionali (1967), responsabilità penale dei ministri (1989) e immunità parlamentare (1993).

Dalla XIII legislatura è emersa una crescente propensione a rivedere in profondità la Costituzione.

le principali modifiche approvate

  • 2001: il rapporto Stato/regioni. Il Referendum costituzionale del 2001 approvò la modifica di 9 articoli del Titolo V, che ridefinivano l'assetto delle competenze legislative tra Stato e Regioni.
  • 2012: il pareggio di bilancio. La legge costituzionale 20 aprile 2012 n. 1 ha introdotto il principio del pareggio di bilancio,
  • 2020: la riduzione del numero dei parlamentari. il referendum costituzionale del 2020 ha approvato la riduzione (voluta dai 5 stelle) del numero di deputati e senatori, portati rispettivamente a 400 e 200.
  • Nel 2022 è stata per la prima volta apportata una modifica ai principi fondamentali, specificatamente all'articolo 9, includendo nella Costituzione la tutela dell'ambiente, degli animali, e quella della salute pubblica nelle attività economiche.

le modifiche “bocciate”

le riforme bocciate da referendum

  • la “riforma Berlusconi” del 2005-06 (“La riforma modificava circa cinquanta articoli e avrebbe comportato la trasformazione della Repubblica Italiana in uno Stato federale, dotato inoltre di un esecutivo nettamente più forte con Primo ministro eletto direttamente. Sarebbe stato introdotto un sistema monocamerale differenziato per materie, ridefinite le competenze legislative tra Stato e Regioni, modificata la composizione della Corte costituzionale e del CSM, e istituita la possibilità di referendum consultivi sulle riforme costituzionali.”), bocciata nel referendum costituzionale del giugno 2006
  • la “riforma Renzi” del 2014-16 (modifica del bicameralismo), bocciata nel referendum costituzionale del 2016-12-04.
  • la riforma Nordio (2026) sulla separazione delle carriere dei giudici.

alcune importanti modifiche approvate

[al testo del 1947]