una riunione carbonara

L’iniziazione carbonara

una religione alternativa al Cristianesimo

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il rito

Il Luogo Tenente [del Patriarca e capo supremo dell'organizzazione] tocca al candidato le orecchie, gli occhi, le narici, la bocca e successivamente gli dice:

“Le tue orecchie non odano che gemiti di tiranni e gridi di giubilo dei popoli liberati. I tuoi occhi non si aprano che per vedere lo sterminio dei tiranni e la libertà della terra. Rammentati quel detto celebre: il cadavere del nemico morto ha sempre buon odore. Le tue labbra sono sigillate col sangue dei tiranni. Così sia”.

(Deposita il pannolino)

: “lo ti creo Gran Maestro Carbonaro e ti do il nome di...” (questo nome si prende dalle antiche storie).

Il Comitato, se ha degli affari, si costituisce in Tribunale o Assemblea secondo le circostanze; altrimenti se non vi è da fare si legge il catechismo.

Catechismo (carbonaro)

D. Ove siete stato ricevuto, Gran Maestro?

R. Nel tempio della Gloria.

D. Quale è la strada per giungere a questo tempio?

R. Passai dalla foresta in una sala d'onore e quindi ascesi la montagna sulla cui cima trovai il tempio.

D. Cosa faceste colà giunto?

R. Recai ai primo dei miei eguali le mie offerte e sciolsi il mio voto.

D. Faceste niente di più?

R. Mi legai con ultimi e più irretrattabili giuramenti alla Carboneria.

D. Che si fa nel tempio della gloria?

R. Si fabbricano catene ai perversi e si bruciano incensi al vero Dio.

D. Che cosa è la vera Divinità?

R. È Il grande Universo secondo la famosa iscrizione del tempio di Sais: “Io son quello che è stato, quello che è, quello che sarà; niun mortale ha alzato il mio velo”.

D. Perché abbiamo noi fin qui riverito un Gran Maestro dell'Universo e un S.Teobaldo?

R. Perché nell'abbandonare le tenebre io sguardo non resti offeso da una troppo viva luce.

D. Chi siete voi?

R.Il figlio primogenito dei cavalieri Massoni. [...]

D.Quale fu l'oggetto di quelli illustri cavalieri?

R. Di distruggere i governi opera della mano degli uomini e ristabilire una saggia teocrazia sotto i loro auspici esercitando essi il supremo sacerdozio.

D. Giunsero essi al termine dei loro travagli?

R. No, Gran Luogo Tenente, non vi giungeranno mai perché si sono associati ai troni e invece che questi servano ai loro progetti i Cavalieri Massoni servono alle loro mire.

D. Qual sorta di rispetto porterete voi dunque a questi nostri primogenitori dei quali dimostrate disistima?

R. Gli riguarderò come miei maestri nel maneggio delle armi, ma non li associerò alla mia intrapresa, se prima non divengano Carbonari. [...]

D. E adesso che pretendete voi di fare?

R. Feci rinverdire le foglie [dell'acacia, pianta simbolo della Massoneria] illanguidite col bagnarle del sangue dei tiranni. Mi legai con un giuramento irrevocabile alla causa della libertà.

D. Cosa farete per essa?

R. Favorirò con tutte le mie forze e a costo della mia vita la promulgazione e la esecuzione della Legge agraria senza la quale non vi è libertà poi che la proprietà particolare è un attentato contro i diritti del genere umano, cioè di ciascun individuo della gran famiglia.

O. Ottenuto questo scopo, cosa farete poi?

R. Fatti gli uomini tutti uguali tra loro e restato io ancora eguale a tutti, mi compiacerò dell'opera della filosofia e tra le rovine dei troni e le virtù risorgenti attenderò in pace il termine dei giorni miei senza desiderarlo né temerlo.

D. Nulla dunque volete fare per voi stesso?

R. Nulla, Gran Luogo Tenente. Il mio oggetto è di rendere felici i miei simili ed io pure sarò felice della loro proprietà. [...]

D. Cosa siamo noi dunque?

R. Liberi ed eguali.

D. Come si nomina la nostra grande unione?

R. Il Comitato della Montagna.»

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