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Il monachesimo
l'impatto benefico di una fede vissuta
Table of Contents
origini e senso
Sulla nascita del monachesimo e il suo significato “spirituale” si può vedere sul sito Cultura cristiana.
il monachesimo benedettino
In Occidente fu quello largamente prevalente e quello di maggior impatto sulla realtà storica. Sia direttamente, sia nele sue diramazioni successive (cluniacensi, camaldolesi, certosini).
Sempre in Cultura cristiana si trova una scheda su S.Benedetto e la sua impostazione monastica.
equilibrio benedettino
In Benedetto troviamo una modalità equilibrata e umanizzante di vivere la tensione alla perfezione monastica: lo si vede nelle indicazioni date sul trattamento dei malati, degli anziani, dei minori, indicazioni piene di attenzione all'umanità concreta, ad esempio la possibilità di dar loro carne anche in giorni “di magro”.
amore per la bellezza
Inoltre il monastero deve essere un luogo di vita sobria, ma non misera, un luogo di povertà personale, del singolo monaco, ma non di indigenza o di squallore collettivo: il monastero deve sorgere possibilmente in un luogo bello (amoenitas loci), così da aiutare a pensare a Dio, creatore della bellezza, deve avere una struttura architettonica funzionale e completa, può avere delle terre in proprietà, come di fatto molti monasteri ebbero.
nessun gusto per l'orrido
Non vi è insomma, nell'autentico monachesimo cristiano, alcun gusto per la sofferenza, o per l'orrido, come ha invece insinuato Eco ne Il nome della rosa ; Benedetto ad esempio non vieta il riso, ma un tipo di riso, quello sguaiato e senza pensiero (risum multum aut excussum); non vieta il vino, ma solo un suo eccesso (il monaco non deve essere vinolentum), non vieta di mangiare carne, anche se in alcuni periodi una prescrive una limitazione, non impone di dormire un tempo inferiore a quello che l'organismo umano possa sopportare, solo chiede al monaco di non essere somnulentum, cedendo al vizio dell'accidia.
effetti benefici del monachesimo
è storicamente constatabile una serie di influssi benefici del monachesimo a livello civile. Ne elenchiamo solo alcuni, valendoci anche del testo Con le nostre mani, ma con la Tua forza (Milano, 2005).
sollecitudine per i poveri
«poco importa che le nostre chiese svettino nel cielo (...) se non abbiamo cura dei membri di Cristo e se Cristo stesso è lì che muore nudo davanti alla nostra porta» (Teoberto, abate di Echternach)
Ricordiamo alcuni fatti:
- a metà del XI sec., S.Odilone, durante una grave carestia, fa fondere gli oggetti preziosi dell'abbazia per comprare viveri per i poveri, aiutandone così migliaia;
- al suo massimo splendore Cluny arrivò ad assistere 17.000 poveri in un anno;
- a St.Hubert l'abate Thierry serviva ogni giorno dodici poveri, dopo aver lavato loro i piedi.
la cura dei malati
Nei monasteri si curavano anche persone esterne. A testimonianza di quanto fosse coltivata la medicina, indizio della stima per la realtà tutta, corpo compreso, ricordiamo ad esempio che la biblioteca di St.Amand, in Belgio, conteneva più di 30 opere di medicina, compreso un trattato di chirurgia illustrato.
scuole (anche per gli esterni)
I monasteri erano centri non solo di trasmissione ed elaborazione culturale per i monaci, ma anche per gli esterni, in particolare dall'XI secolo spesso le foresterie delle abbazie possedevano una scuola, dove si insegnava ai poveri.
Così, ad esempio Guglielmo da Volpiano († 1031) nei suoi monasteri di Normandia istituì delle scuole dove i monaci istruiti davano gratuitamente lezioni a tutti (ibi, 1/5).
In S.Anselmo troviamo indicazioni pedagogiche alla dolcezza verso i fanciulli, da affiancare alla severità (ibidem).
Fitti erano i rapporti tra le scuole monastiche (tra Canterbury, York, Jarrow, Parigi, Tours, Lione, Fulda, Reichenau, Reims, Ferrières, Cluny): segno che non c'era gelosia del proprio sapere, ma apertura caritatevole e condivisione
il canto gregoriano
Altro apporto importante dato dai monaci fu l'invenzione della moderna notazione musicale, che ci ha permesso di trasmettere opere musicali in assenza di strumenti di registrazione.
Noi non sappiamo con esattezza come era la musica presso i greci e i romani, perché presso tali popoli la notazione musicale era ancora piuttosto rudimentale, mentre sappiamo con precisione come era la musica del medioevo, grazie alla (moderna) notazione musicale.
Merito ebbe, nell'invenzione di tale sistema, il monaco Guido d'Arezzo (991ca-1050ca), a cui si devono anche i nomi delle sette note, desunti dalla sillabe iniziali delle sette righe dell'inno a S.Giovanni Battista:
ut queant laxis,
resonare fibris,
mira gestorum,
famuli tuorum,
solve polluti
labii reatum,
sancte Johannes.
Si può vedere qui sotto qualche esempio di canto gregoriano.
la gestione delle acque
i mulini
I monaci diedero un contributo anche al perfezionamento dei mulini, in particolare di quelli ad acqua, a cui contribuirono soprattutto i cistercensi.
Il mulino ad acqua veniva utilizzato per macinare le sementi, ma anche per la frangitura delle olive, la frantumazione delle noci o la follatura della lana.
le marcite
Si tratta di una tecnica di irrigazione dei campi, che sfrutta il dislivello per far scorrere l'acqua. Pare siano state inventate dai monaci: per la prima volta, sembra, a Clairvaux, per poi diffondersi in tutto l'Occidente cristiano.
le bonifiche
I monaci, soprattutto cistercensi, furono tra i protagonisti della grande stagione di bonifiche dopo il Mille: fu così, tra l'altro a Morimondo, presso Milano, dove i monaci bonificarono molte terre, giungendo a coltivarne 1700 ettari coltivati.
Imponente fu anche il lavoro dei monaci nella costruzione di dighe nei Paesi Bassi, che permisero di sottrarre al mare vaste aree: verso il 1000 l'abbazia di Hohorst e quella di Egmont iniziarono a costruire delle dighe per respingere l'acqua del mare da zone acquitrinose al confine col mare, creando così i primi polder (aree sotto il livello del mare) .
lo sviluppo del commercio
I monasteri non si limitavano a produrre per la propria sussistenza, ma ben presto iniziarono a commercializzare i loro prodotti, ed ebbero un ruolo nella fondazione delle fiere (la più famosa, appannaggio di monaci, era quella di St.Denis, che durava parecchie settimane), in cui convergeva un traffico commerciale internazionale e lo ebbero in generale nella rinascita del commercio in Occidente (secondo l'autorevole parere di Léo Moulin).
L'indicazione di S.Benedetto era quella di vendere «a un prezzo un po' più basso di quello dei secolari, “perché in tutto venga glorificato Dio”» (Regola, cap.57)
🖼 Galleria di immagini
1.monachesimo Abbazia di Monreale chiostro
1.monachesimo.Abbazia des Jacobins (Toulouse), chiostro
1.monachesimo.Abbazia di Montmajour (Arles), chiostro
1.monachesimo.Cefalu, duomo, chiostro
1.monachesimo.Monastero di Dronero chiostro📚 Bibliografia essenziale
AA.VV., La Regola di San Benedetto. con San Gregorio Magno, Secondo libro dei Dialoghi, Milano 1975 (o
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AA.VV., Storia d'Italia e d'Europa (vol.1: l'Europa barbara e feudale), Milano 1978 (o
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AA.VV., In un solo corpo. San Benedetto, una tradizione vivente, Castelbolognese 2003 (o
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AA.VV., Con le nostre mani, ma con la Tua forza. Le opere nella tradizione monastica benedettina, Castelbolognese 2006 (o
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Inos Biffi, Tutta la dolcezza della terra. Cristo e i monaci medioevali, Milano 2004 (o
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- Mariano Dell'Omo, Storia del monachesimo occidentale dal medioevo all'età contemporanea. Il carisma di san Benedetto tra VI e XX secolo, Milano 2011 (
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Hubert Jedin (diretta da), Handbuch der Kirchengeschichte (II/2). Die Reichskirche nach Konstantin dem Großen. Die Kirche in Ost und West von Chalkedon bis zum Frühmittelalter (451–700), Freiburg im Br. 1975, tr.it. Storia della Chiesa (vol.III: L'epoca dei Concili),
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Milano
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🎬 Filmografìa
Films collegati al tema del monachesimo sono, tra gli altri:
-
Jean-Jacques Annaud, Il nome della rosa(
) 1986 (Un'improbabile storia di omicidi in un monastero benedettino di un improbabile medioevo fosco e tenebroso).
-
Philip Gröning, Die grosse Stille, (tr.it. Il grande silenzio),
(
) 2005.
-
Xavier Beauvois, Des hommes et des dieux, (tr.it. Uomini di Dio),
(
) 2010 (Narra dei monaci cattolici di Thibirine, che, amati dal popolo ma odiati dai terroristi islamici, affrontarono il martirio).
Da notare che Il nome della rosa del 1986 restituisce un'immagine ampiamente falsata della vita monastica, come se vi fosse ad esempio proibito il ridere, e fosse caratterizzata da un'aura cupa e plumbea. Una nuova versione, lo sceneggiato (mini-serie TV) del 2019 appare comunque ancora peggio.
🎼 Multimedia
Il canto gregoriano è una importante lascito della spiritualità benedettina. Ne diamo un piccolo assaggio, per chi non lo conoscesse, qui sotto:
- La Salve Regina solenne:
- Il una preghiera della Messa cristiana, “Kyrie” in greco antico significa “Signore”, la frase completa che viene cantata è “Kyrie eleison”, cioè “Signore pietà”Kyrie della una delle più famose messe cantate in gregorianaMissa de Angelis:
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