
Appunti per un giudizio
luci ed ombre della Rivoluzione
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a) è lecita una rivoluzione?
Possiamo ricordare che un grande pensatore come Tommaso d'Aquino non nega, in linea di principio, che una rivoluzione possa essere giusta, se
- a)il regime da rovesciare è effettivamente e gravemente oppressivo
- b)vi sono ragionevoli probabilità che
- la rivoluzione riesca
- e provochi una quantità di morti e di violenze nettamente minore di quanto non avverrebbe lasciando indisturbata la tirannide.
b) era giusta quella rivoluzione?
per certi aspetti no
- da un punto di vista culturale tra le teorie politiche che ispirarono la Rivoluzione Francese vi fu anche un illuminismo anticristiano, e un progetto di riplasmazione radicale della società e dell'uomo basato su valori anticristiani di antropocentrismo e di razionalismo.
- da un punto di vista sociale il blocco sociale che per diversi momenti la egemonizzò fu animato non solo da nobili ideali, ma anche da interessi egoistici.
- Inoltre uno dei maggiori limiti della Rivoluzione fu la presenza in essa di fenomeni violenti, come l'uso massiccio della ghigliottina e di esecuzioni sommarie (la Chiesa stessa vi conobbe la prima persecuzione dal 313)
per altri aspetti sì
- il Cristianesimo non preferisce la monarchia alla repubblica (vi è indifferente: dipende da caso a caso, tant'è che nel Basso Medioevo fioriscono le democrazie comunali);
- e infatti l'Ancien Régime non si era certo dimostrato come propizio al Cristianesimo (lo era molto meno del medioevo): si pensi al gallicanesimo di Luigi XIV, col suo tentativo di assoggettare la Chiesa allo stato. L'assolutismo era nato in contrapposizione alla tradizione cristiana, che privilegiava le autonomie regionali e una maggior distribuzione del potere.
- Esistevano oggettive ingiustizie sociali (per quanto non economicamente maggiori di quelle esistenti oggi, nelle società capitalistiche. Oggi nel mondo il 20% della popolazione dispone dell'80% della ricchezza; ad esempio in Venezuela il 90% della ricchezza è nelle mani dell'8% della popolazione; si vedano i grafici comparativi);
- esisteva una arretratezza di rappresentatività politica (però va detto che la democrazia può funzionare se ve ne sono le condizioni: o in uno stato piccolo, o in presenza di informazione e di istruzione).
equivoci possibili
Le parole chiave della Rivoluzione, il celebre trinomio liberté, égalité, fraternité, non sono esenti da una possibile interpretazione riduttiva:
- la libertà (liberté), espressa nella formula di “poter fare tutto ciò, che non nuoce ad altri”, non limitandone la libertà, è un valore in sé positivo, a patto però di non essere inteso nel senso di rottura di legami; in un senso cioè anticomunitario e antisolidaristico;
- l'eguaglianza (égalité) è pure un valore in sé assolutamente positivo, e di origina cristiana, ma talora ha corso il rischio di essere inteso in senso astrattamente formale, senza considerane le concrete condizioni di esercizio. È vero che la natura umana è identica in tutti gli individui: ma se ci si ferma a un piano naturale, naturalisticamente inteso, i più forti prevalgono sui deboli e li sopraffanno. Di fatto, in seguito al peccato originale, è solo un principio superiore alla natura, cioè la carità, che consente di vedere gli altri come fratelli, come appartenenti a un medesimo Corpo.
- la fraternità (fraternité), è un valore positivo, e di origine cristiana, anche se esso pure ha corso il rischio, specie nel periodo di prevalenza giacobina, di essere affermato come acritico accodamento a una collettività, che azzera la persona, il suo senso critico e la sua coscienza.