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il mondo nell'Ottocento

l'inebriante, crescente potere dell'uomo

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Table of Contents

tratti generali

un nuovo potere sulla natura

L'Ottocento vide una mai vista crescita del potere dell'uomo sulla realtà materiale:

In ambito concreto-storico abbiamo nell'Ottocento un poderoso sviluppo di scienza e tecnologia, che danno all'umanità (si vedano la prima e la seconda rivoluzione industriale), un crescente dominio sulla natura.

In ambito filosofico questo potere viene celebrato dall'idealismo e da altre filosofie che teorizzano una sorta di divinità dell'uomo (non certo come singolo individuo, ma come collettività). E questo spianerà la strada, nel Novecento, a disastrosi progetti.

Tuttavia il progredire della scienza e delle tecnica può essere visto come qualcosa di in sé stesso positivo, come una realizzazione delle potenzialità umane. Che poi queste siano state usate più o meno bene non dipende dalla scienza o dalla tecnica, ma dal soggetto che le ha poi manipolate.

... e sulla società

Questo crescente potere non poteva non avere degli effetti anche sul piano politico. L'umanità ottocentesca accetta sempre di meno di sottostare a qualcosa di imposto, anche a livello di convivenza civile. Per questo ci si ribella a formazioni statali percepite come non rispondenti alla propria identità collettiva (gli imperi) e si cerca di avere un controllo (popolare) sul potere politico. Così dal punto di vista politico l'Ottocento vede il progressivo affermarsi di due tendenze

  • l'affermarsi del principio di nazionalità
  • l'affermarsi della democrazia.

Ne accenniamo qui sotto.

gli obbiettivi politici

Come si è appena detto, la politica negli Stati europei nell'Ottocento vede il progressivo affermarsi di due ideali:

  • quello di nazionalità, per cui realtà nazionali a lungo rimaste divise e in alcuni casi, sottomesse a un potere straniero (come è stato nel caso italiano), mirando alla unificazione e, dove già non ci fosse, all'indipendenza, il che che porta al dissolvimento degli imperi multietnici e alla diffusione di Stati nazionali,
  • e quello democratico, per cui la popolazione accetta sempre di meno di essere governata da élites che si autolegittimano, e vuole diventare sempre più protagonista della vita collettiva.

il principio di nazionalità

la riscossa delle nazioni

In sintesi il principio di nazionalità significa che una nazione deve avere un suo Stato. Che cosa è una nazione? È una realtà etnica accumunata soprattutto dalla stessa lingua, il che però implica una qualche forma di comunanza anche di mentalità e usanze [per approfondire].

Gli Stati nazionali nascono ben prima dell'Ottocento, ma si tratta degli Stati dell'Europa occidentale: Portogallo, Spagna, Francia, Inghilterra. Il resto del continente è ancora caratterizzato o da realtà frammentate (come nel caso italiano e tedesco) o da imperi plurinazionali. Nell'Ottocento, grazie anche allo stimolo della Rivoluzione francese e di Napoleone (al quale si deve, ad esempio, la nascita di un, seppur piccolo e sottomesso all'egemonia francese, regno d'Italia) si afferma sempre di più l'esigenza che alle nazioni corrispondano degli Stati (nazionali).

Le prime nazioni a unificarsi (nel caso tedesco) e a rendersi unite e indipendenti (nel caso italiano) saranno appunto la Germania e l'Italia, con processi prevalentemente condensati negli anni '60 dell'Ottocento. Nel caso italiano, com'è noto, si parla di Risorgimento (della nazione italiana).

Le nazioni dell'Europa orientale (come la Polonia e in genere i popoli slavi) invece dovranno, per lo più, aspettare la Prima Guerra mondiale per diventare indipendenti. Anzi, nemmeno allora tutte otterranno una vera e propria indipendenza (ad esempio perché si creeranno Stati plurinazionali come la Yugoslavia e la Cecoslovacchia)

il principio democratico

la lunga marcia verso il suffragio universale

Esso comportò un progressivo allargamento del suffragio, che da ristretto e censitario, diventa alla fine universale: insomma, se in precedenza a poter votare per eleggere gli organi di governo di uno Stato era una ristretta minoranza (i più ricchi), la cerchia di coloro che possono votare si allarga, nei paesi europei durante l'Ottocento, sempre più. Se ne parla in dettaglio nella pagina sull'affermarsi della democrazia.

La prima metà dell'Ottocento

l'ordine della Restaurazione e il suo progressivo sfaldamento

  • La Restaurazione, affermazione e declino di un progetto impossibile: la fine della vicenda napoleonica diede l'illusione che si potesse tornare a prima della Rivoluzione; ma lo stesso Congresso di Vienna fece delle scelte che denotavano l'impossibilità di tale progetto.
  • La 1a rivoluzione industriale, un nuovo potere sulla natura: scheda sulla (prima) rivoluzione industriale, che interessò dapprima l'Inghilterra e poi via via il resto del mondo, caratterizzandosi per l'impiego di forme di energia non naturale, grazie all'uso del carbone per azionare la macchina a vapore
  • Il pensiero politico di primo '800, tra reazione, progresso e rivoluzione: Il pensiero politico dei primi decenni dell'Ottocento vede tre grandi posizioni: quella reazionaria, che vuole conservare l'ordine stabilito col Congresso di Vienna, quella liberale, che ne vuole una moderata trasformazione, e quello democratico-rivoluzionario, che ne vuole una profonda, radicale trasformazione
  • I primi colpi all'ordine restaurato, I moti del 20-21 e l'indipendenza di Grecia e America latina: l'ordine stabilito al Congresso di Vienna non poteva che franare, e cominciò presto a farlo: già nel 1820 accadono moti insurrezionali volti a far evolvere le monarchie da assolute a costituzionali; tali rvolte vengono represse, ma un evento di modifica dei confini stabiliti a Vienna accade: è l'indipendenza della Grecia.
  • I moti del '30 in Europa, un nuovo colpo all'ordine restaurato: si tratta della seconda ondata di ribellione all'ordine restaurato; e stavolta, poco, ma qualcosa cambia nel quadro politico europeo. La Francia torna, per quanto prudentemente, ad abbandonare la pretesa di un ritorno all'Ancien Régime; i cambiamenti non interessano subito il resto del continente, tranne il Belgio, ma un passo era fatto.
  • Il Quarantotto in Europa, un altro forte scossone all'ordine restaurato: il Quarantotto, a differenza delle due precedenti “ondate” rivoluzionarie, quella del '20-'21 e quella del '30, si caratterizza non solo per una maggior diffusione dei fenomeni insurrezionali, ma anche per ben maggior partecipazione popolare.

La seconda metà dell'Ottocento

l'avanzare della nuova Europa, con l'unificazione italiana e tedesca e il progressivo affermarsi della democrazia

  • La Gran Bretagna nel XIX secolo, uno sviluppo impetuoso, ma senza strappi: La Gran Bretagna conosce nel XIX uno sviluppo progressivo verso una sempre maggior democraticità del sistema politico, senza gli strappi e le polarizzazioni che caratterizzarono la Francia
  • La Francia nel 2° Ottocento, dal Secondo Impero alla Terza Repubblica: la Francia dopo il 1848 conosce dapprima il Secondo Impero, con Napoleone III, poi, dopo il 1870, la Terza Repubblica
  • La unificazione tedesca, la forza della forza: la Germania si è unificata negli anni '60 del XIX secolo, in modo rapido e violento; qui ne tracciamo le grandi linee
  • La Germania unificata, da Bismarck al Neue Kurs: Raggiunto l'obbiettivo dell'unità della Germania sotto l'egida prussiana, Bismarck cerca di consolidare l'esistente equilibrio europeo, ma non tutto fila liscio
  • Una crescente democrazia, L'Europa sempre più democratica: il progressivo affermarsi, nell'Ottocento, della democrazia
  • La societa' di massa, l'avvento di un nuovo soggetto collettivo: Con la seconda rivoluzione industriale e lo sviluppo delle città viene affermandosi la società di massa: nelle fabbriche, nelle scuole, nell'esercito, nella vita associata
  • La 2a rivoluzione industriale, il potere sulla natura cresce: scheda sulla seconda rivoluzione industriale, che vide uno stretto rapporto tra scienza r tecnologia, un notevole aumento della produzione, la globalizzazione del mercato e crisi di sovrapproduzione, a cui si tentò di rispondere con interventi statali, concentrazioni e imperialismo

l'Italia nell'Ottocento

L'Italia nell'Ottocento: il Risorgimento e i problemi dello Stato unitario

  • Il pensiero risorgimentale, le diverse possibili vie all'unità: L'azione è come sempre preceduta dal pensiero, e il Risorgimento venne preceduto e accompagnato da elaborazioni teoriche su come avrebbe dovuto avvenire l'unificazione dell'Italia: fondamentalmente a) in base all'azione dei sovrani (pensiero moderato), o b) mediante insurrezioni popolari (pensiero democratico)
  • Il Risorgimento, la via all'unità d'Italia: il Risorgimento è l’insieme delle iniziative che portarono alla indipendenza e all’unità d’Italia
  • Il Quarantotto, il primo tentativo di unificare e liberare l’Italia: dopo i moti del 20-21 e del 30, che avevano movimentato solo delle élites e senza grandi speranze di successo, il 1848 vede un salto di qualità del movimento patriottico italiano, ma la divisione delle forze italiane e la sproporzione rispetto alla forza militare autriaca condannano la ribellione italiana al fallimento
  • Gli anni decisivi, la 2a guerra di indipendenza e i Mille: la lezione del ’48 spinge il Piemonte, messosi a capo del processo risorgimentale, a cercare un aiuto esterno contro l’Austria: la Francia di Napoleone III. Segue poi la spedizione dei Mille, aiutata questa volta dalla Gran Bretagna
  • L’unità quasi completata, il Veneto e Roma (Porta Pia): con la terza guerra di indipendenza l’Italia può annettersi il Veneto, e dopo la caduta di Napoleone III, nel 1870, può annettersi anche Roma, che diviene così la (terza e definitiva) capitale
  • la Chiesa e l'unità italiana, un problematico malinteso: la Chiesa, o meglio il Papato ha svolto una funzione di pura opposizione all’unificazione italiana? Senza negare che il papato nell’800, soprattutto dopo il ’48, si oppose al processo risorgimentale a guida sabauda, non va dimenticato che in precedenza la Chiesa aveva dato un suo importante, forse decisivo, contributo alla custodia della identità italiana
  • Italia unificata, una unità problematica: Come venne completata l'unità d'Italia e quali problemi dovettero essere affrontati